Aughra & Mosh Patrol – Is There Anyone Else Outside?

Posted by xValeriox on Saturday Jun 28, 2008 Under Recensioni Bookmark and Share

Magic Bullet Records

 

Genere: Ambient /Elettronica /Post-Rock /EmoTronic

 

Raccomandato Se Vi Piace: Telefon Tel Aviv, Barzin, Forensics, This Will Destroy You

 

Davvero molto bello questo split tra Aughra (al secolo Brian Eyestone, già membro di Forensics, Corn On Macabre e Waiffle) e Mosh Patrol (pseudonimo usato da Chris King dei This Will Destroy You), entrambi progetti dediti a musica d’atmosfera, talvolta minimale e talvolta ricca di interazioni elettroniche o semplicemente elettriche. Il via lo dà “Always Oversleeps”, una traccia che scorre veloce tra i suoi feedback notturni e rilassanti per giungere al primo vero out standing del lavoro “Dog Years”, introdotta dapprima da un pianoforte cupo ma candido allo stesso tempo e poi da un fraseggio drum’n’bass che scandisce l’intera canzone: si prosegue poi con “A Bluff Carried More Resolutely Through To The Final Limit”, il brano più lungo dell’intero split, lenta e piena di effettini e infine con la canzone che conclude la parte dedicata ad Aughra ovvero “Courage & Courtesy”, dove attraverso lo spoken word della canzone l’atmosfera si avvicina terribilmente al post-rock degli Appleseed Cast di “Low Level Owl”. Mosh Patrol prende il via con il breve intro di “Lullaby” e con la ritmata “I Love You, Please Come Back”, uno dei brani migliori del lavoro, con cui Chris King fa capire che il suo operato scorre più o meno molto simile a quanto fatto dal suo predecessore: l’intero disco infatti è così omogeneo da sembrare un disco unico più che uno split vero e proprio. I riff lenti di chitarra di “The More Things Change, The More They Stay The Same” si fanno strada fino all’elettronica minimale di “Paper Airplanes” (quasi una specie di inno alla fanciullezza), dopodiché l’artista si congeda con la ninnananna infantile di “I’m Going To Sleep On It” e le atmosfere evocative di “Leave The Lights On” e “One Day We Will Grow Old And Forget The Things We Had When We Were Young”, mai titolo più adatto per questa conclusione. Il disco mi permetto di consigliarlo solo a poche persone perché di difficile fruizione ma di forte impatto emotivo: chi vorrà sentirlo dovrà chiudere gli occhi e lasciarsi andare alle immagini che si verranno a presentarsi alla vostra attenzione. Penso che non ve ne pentirete.

 

Voto:7/10

http://www.myspace.com/aughra

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