
Se solo penso che avevo una mezza idea di tornarmene a casa quel giorno, rabbrividisco.
In ogni caso, ho resistito e con un bel po’ di faccia di culo, vado a ritirare il mio pass (ringrazio il buon Mark, che si è ricordato di farmi confermare) e mi infilo dentro il Palasharp dove si passa da un -85° a un +680°…crepo e rinvengo nell’arco di 5secondi.
E’ pienissimo ma non so se tutto esaurito, come detto dal promoter…un bel po’ di posti liberi c’erano. Vabbè, me ne frego.
Localizzo il punto d’ingresso dell’area foto e attendo, ci han diviso in due gruppi (ergo, prima quelli fiiiiiiiiiiichi poi quelli “massì dai, vieni anche te”), dopo un po’ salgono onstage The Chemists (http://www.myspace.com/thechemistsuk), band made in UK, emozionatissimi e orecchiabilissimi, ci fanno compagnia per una mezzoretta prima di salutare, gasarsi un po’ e lasciare spazio a gruppo principale della serata: Skunk Anansie, cazzo.

Dopo una buona attesa, fatta di spifferi, applausi per l’omino delle luci o spiderman, che dir-si-voglia, lights out, giu’ il telone ed eccoli: Mark on the drums, Ace on guitar, Cass on the bass and… Miss Skin on the microphone…… impagliata da festone natalizio.
Booom, una bomba.
Io che sono nel secondo gruppo di sfigati, non so se muovermi un pochino, facendo la figura della poco professionale e darmi al pogo con i colleghi d’attesa…. opto per un dignitosissimo batti piedi-muovi testa-mima la batteria, affanculo.
Tocca a noi e io mi subisco tutto lo sbalzo di temperatura per l’ennesima volta e vado sotto al palco. Ora, non so niente, so solo che ero tipo in mezzo ad un’onda energetica modello Dragon Ball.
Fra pubblico e loro, è stato un delirio: altro che pedana vibrante.
Faccio degli scatti e canto pure, chissenefrega, le due canzoni passano in fretta (per la cronaca: Because of you & Secretly) con un sing-along micidiale.
Devo sgommare rimetto tutto nello zaino e cerco di uscire per andare a ricongiungermi sugli spalti. Merda. Sono a mezze maniche e devo uscire fuori.
Vabbè, da gran faccia di culo quale sono sfido la broncopolmonite ed esco per rientrare subito.
Bella pè me, arrivo su, metto via tutta la mia scarsa professionalità fatta di d300 e photopass e mi lascio travolgere.
Signori, io non sono una che ai concerti balla o si scatena, ma domenica 15 novembre, al concerto degli Skunk Anansie, al Palashap, gradinate alte, sì.

F-A-N-T-A-S-T-I-C-I. Delle bestie! Skin anche se provata vocalmente tiene il palco come se fosse di sua proprietà. Salta, balla, grida, canta, ride. Bellissima. Cioè, non esteticamente. Capitemi, santo cielo.
La band impeccabile, non han mollato un colpo e si son divertiti.
E mi piace da morire questo in una band, che si divertano suonando per persone che son lì per loro.
Passa veloce il tempo e fra vecchi classici e un paio d’inediti, due crowd surfing, Skin & soci salutano e vanno a nanna, ma mica subito.
Non ci sta nessuno a farli andare via quindi, acclamati direi talmente tanto che il Palasharp un po’ ha scricchiolato, rieccoli per una versione semi.acoustic di “You’ll follow me down”…i brividi lungo la schiena ce li ho ancora e per il momento non van via…
Ottimi, meno male che siete tornati, non potevo sopportare di non aver mai visto live una delle band che mi ha accompagnata per tutta l’adolescenza.
(A breve il set fotografico completo)


