(Si ringrazia Andrea Leone per la foto)
Questo è il periodo delle cose avvenute per caso. Ma non è certo per caso che vi racconto dell’ultimo concerto stagionale degli Afterhours al Palasharp. L’ultimo atto del tour “Voglio far qualcosa che serva 2009″ si è svolto venerdì 11, e ha visto i nostri di ritorno a casa dopo oltre un anno di tour quasi ininterrotto.
Ad aprire la serata, quasi una sorpresa per me: Edda. Fin dai primi accordi è una folgorazione. Ammetto di non aver mai ascoltato prima una canzone dei Ritmo Tribale, ma avrò sicuramente modo di rimediare nel futuro prossimo.
La voce di Edda, al secolo Stefano Rampoldi è potentissima, smisurata, quasi totalmente senza controllo. L’espressività prevarica spesso e volentieri la tecnica, quasi ridefinendo il concetto di intonazione. Ci piace.
Ma veniamo agli Afterhours. Che dire.. nonostante un Manuel Agnelli un po’ influenzato, si vede fin da subito che sono in forma. La scaletta è davvero ben studiata, i pezzi forti ci sono quasi tutti, pescati equamente da album recenti e non. Il sound è compatto, i vecchiardi dell’Alternative Rock Made in Italy sono ancora capaci di far casino, e lo fanno sempre con grande divertimento e partecipazione, anche da parte del pubblico. Non mancano i siparietti con Dell’Era e un buon bicchiere di vino rosso il cui livello aumenta al posto di calare con il passare del tempo.
Di sicuro non sono l’unico a chiedersi quale sia lo sponsor dei plettri di Agnelli e soci, visto che il pubblico viene foraggiato abbondantemente con i triangolini di plastica. Gli Afterhours sono generosi, si concedono per oltre due abbondanti ore, con poche pause per rifiatare. Nel finale un Manuel Agnelli scatenato trascina la folla sbottonandosi la camicia e scatarrando (in senso non troppo figurato) per una volta su se stesso e non sui giovani d’oggi.
C’è anche lo spazio per un duetto con Edda (vedi video in fondo alla pagina).
Potrebbe volerci ancora molto per assistere ad un altro concerto degli Afterhours, come ribadito dallo stesso Manuel in fase di chiusura.
Arrivederci e grazie di tutto.

